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5-01-17
Sguardi di energia. Al Policlinico di Napoli
La forza della bellezza per affrontare la malattia
di: Maria Rosaria De Rosa

"Sento quell'affetto, quell'umanità.. e mi fa stare bene". Così una paziente del reparto di Oncologia del Policlinico dell'Università Federico II di Napoli commenta l'iniziativa "Sguardi di Energia", promossa dall'associazione Acto (Alleanza contro il tumore ovarico onlus) e da Roche, per offrire alle donne che si sottopongono a cicli di chemioterapia una seduta di trucco, un gesto simbolico per riappropriarsi della propria immagine e del proprio corpo stravolti dal tumore, ma anche un momento di conforto e di cura di sé, per sentirsi "belline" prima dei trattamenti farmacologici, come ha dichiarato un'altra paziente del reparto.

Il progetto "Sguardi di Energia" è partito nel 2015 e ha fatto tappa in Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Puglia. L'iniziativa a Napoli ha riscosso particolare successo, racconta Rossella Lauria, oncologa del Policlinico dell'Università Federico II, coinvolgendo per una settimana oltre cento pazienti affette non solo da tumore ovarico ma anche da altre patologie onco-ematologiche in diverse fasi della malattia. E' stata allestita una cameretta con tre postazioni per il trucco, dove le donne hanno avuto l'opportunità di vivere anche una dimensione umana e relazionale della malattia. Un aspetto importante, ha dichiarato Rossella Lauria, che va sempre di più nella direzione di valorizzare la presa in carico totale delle pazienti, prestando attenzione al loro vissuto, e alle reti affettive che le sostengono. Ricordate altre interessanti iniziative realizzate a Napoli, sempre sostenute da Roche, come la pubblicazione di un volume di medicina narrativa, che ha raccolto in tutta Italia le storie di diversi pazienti oncologici narrate dai loro medici, ed il progetto in corso per l'istituzione di un premio letterario per racconti sul disagio della malattia oncologica, aperto anche alle testimonianze di coloro che affiancano i pazienti durante la terapia.

Si tratta, ha concluso Lauria, di un esempio positivo nella realtà sanitaria napoletana, ricordando purtroppo che il dato sulla più alta mortalità per tumori in Campania è reale. Si tratta tuttavia di un dato che va letto come la conseguenza di una forte parcellizzazione dei centri terapeutici sul territorio regionale, superabile con il progetto in corso alla Federico II per la creazione di una Rete Oncologica Regionale, che metta in comunicazione i centri di riferimento ed i Gruppi Oncologici Multidisciplinari (GOM) attivi a livello periferico. Solo così sarà possibile assicurare linee guida e protocolli terapeutici omogenei, ed elevare gli standard di sopravvivenza in linea con i dati nazionali, dove nel 2016 sono stati registrati ancora 176.000 nuovi casi di tumore tra le donne.