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24/10/2017
Trenta per cento di Matilde Serao
Il racconto di una cittą e della sua «passione del denaro»
di: Maria Rosaria De Rosa

Sembra di vederli, passando a Napoli per palazzo Cariati al Corso Vittorio Emanuele, i protagonisti di questo lungo racconto di Matilde Serao, pubblicato in una raccolta nel 1904 ed ora riproposto singolarmente dalla casa editrice Elliot di Roma.

Sono uomini e donne di diversa cultura ed estrazione sociale, che intrecciano relazioni di vicinato ma anche amori impossibili, tutti legati tra loro da un'unica ossessione: il desiderio - o meglio l'urgenza - di depositare i propri risparmi in una di quelle  che oggi gli storici definiscono "banche-usura" ma che allora, col nome di Banca Ruffo - Scilla o Banca Costa e di tante altre decine di loro simili, promettevano ai napoletani la «singolare fantasmagoria» di veder lievitare gli interessi sui depositi di denaro, fino a  sfiorare il trenta per cento mensile. Una vera e propria febbre speculativa invade Napoli tra la fine del 1869 ed il 1870, quando tutti , ma proprio tutti, affollano gli eleganti saloni di queste banche per depositare il proprio denaro, quasi a togliersi un pensiero, andandosene poi «allegri e felici» per quell'audacia finanziaria che avrebbe loro consentito, in poco tempo, di moltiplicare le proprie fortune.

Bellissima è la ricostruzione della Serao di questi personaggi, della loro miseria, morale ed economica, la descrizione delle aspettative di ognuno, ma anche la lucidità di quegli «scettici, indifferenti» che guardano da subito con sospetto quello che la scrittrice definisce «una follia di tutti». Bellissima è anche la ricostruzione degli effetti di questa ebbrezza, un Natale sfavillante come non mai ed un nuovo anno che segna l'inizio della fine, il progressivo svelamento di questa «equivoca avventura» che culmina nel fallimento delle banche, l'arresto dei banchieri speculatori che erano riusciti a raccogliere il denaro, e la perdita, per tutti, di ciò che con fiducia era stato depositato. Un dramma sociale che Serao ricostruisce efficacemente, sopratutto nella descrizione della folla affranta che, ora dopo ora, si raduna di fronte ai locali sbarrati della banca e, dopo aver capito che tutto è andato perduto, vaga per la città senza più speranza, senza più l'onore per ripresentarsi ai propri familiari: «Napoli parve morta, in quella prima notte, dopo il disastro [...] e intanto una quantità di ombre solitarie si aggiravano nelle strade più remote».

Uno spaccato nella storia della città di fine Ottocento e nella sua cronica crisi di liquidità, ma anche un racconto estremamente attuale, che ci aiuta a capire le radici profonde della crisi dell'indebitamento dei nostri tempi più recenti.

 

Matilde Serao, Trenta per cento, Elliot, Roma 2017, pp.116