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14-02-2017
DIREZIONE DEL PARTITO DEMOCRATICO DI IERI
Impressioni

Ho seguito la diretta dei lavori della Direzione del PD di ieri e ne ho ricavato queste impressioni.

1.       Ancora una volta il giornalismo italiano (tranne poche eccezioni) ne esce malissimo. Giornali, radio e TV non intercettano e, quindi, non parlano più della realtà. Fino a poche ore prima prevedevano - in base a cosa non si sa - le dimissioni di Renzi da Segretario del PD.
Le dimissioni non ci sono state e Renzi ha rivelato di essere tutt'altro che un segretario azzoppato. Anzi, si è capito bene che costituisce il fulcro, non solo del PD, ma della intera politica nazionale: legge elettorale, continuità governo Gentiloni, data future elezioni, alleanze, interlocuzione con i partner socialisti europei, rilancio organizzativo del PD ecc.

2.       Per mesi e mesi la minoranza interna al PD ha lamentato che nel partito non ci fosse discussione sui contenuti, insinuando che ciò fosse dovuto a un Renzi inadeguato a promuoverla. E' bastata una assise nazionale dove si parlasse un po' di più di contenuti in chiave strategica per far emergere che, la centralità politica di Renzi di cui parlavo sopra, non è frutto di fattori contingenti ma è connessa allo spessore politico-culturale del Segretario. Che in questo momento, messo a confronto con i suoi oppositori, che pure sono intervenuti durante i lavori, fa la figura di un gigante della politica nazionale.

3.       Intorno a Renzi vi è una schiera di politici che lo sostengono che non sono riducibili solo a capi correnti. Hanno idee, hanno spessore politico. Sono il meglio che disponiamo in questa fase storica in Italia e non solo nel PD. Sono l'Italia Politica consapevole dei propri limiti ma che sa guardare avanti. L'Italia Politica contrapposta a quella demagogica, ideologica e protestataria-a-vuoto. Sto parlando di Del Rio, di Fassino, di Martina, di De Luca. A loro confronto, Bersani, Emiliano, Speranza sono delle ...

4.       Il ministro Orlando (peraltro, inviato a Napoli come commissario del PD dall'allora segretario Bersani per risanare il partito rispetto alle condizioni in cui versava. La stessa Valeria Valente è della sua componente), indicato dagli informatissimi giornalisti italioti come possibile sfidante e successore di Renzi,  ha avanzato, con l'intento di mediare con i bersaniani-dalemiani, la  proposta di non andare al congresso ma di andare ad una "conferenza di organizzazione". Ancora ho gli occhi umidi per ... cotanto ardire...

 Infine, ci sarà il congresso. Si discuterà in modo aperto di prospettiva e programmi futuri .
Da oggi gli aspiranti scissionisti dovranno sudare un po' per trovare argomenti credibili e coerenti per giustificare il loro agognato passo.