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05-05-18
QUALCHE OSSERVAZIONE PER I MORO-BERLINGUERISTI DEL XXI SECOLO
di Ernesto Mostardi
di: Ernesto Mostardi

Secondo alcuni la politica italiana e quella del PD in particolare dovrebbe attingere dal modello del COMPROMESSO STORICO per tirarsi fuori dall'impasse in cui si è ficcata e, quindi, prendere in considerazione l'ipotesi di un governo PD-5Stelle. Questa idea di TUTORING POLITICO, in cui una parte politica "adotta" un'altra per portarla al governo del paese per favorirne l'emancipazione in senso riformista e di responsabilità istituzionale, è senz'altro una idea nobile e meritevole di approfondimento. E' in tal senso che voglio avanzare qualche osservazione.

Tralascio il particolare, anche se non irrilevante, che il Compromesso storico non si realizzò. E che Moro perse la vita per questo suo progetto. Mi interessa più verificare se quel modello di relazione tra forze politiche oggi può servire a qualcosa.  

1.      Moro-DC, partito di maggioranza relativa (dal 1963 al 1979 alle elezioni politiche  la DC prendeva più del 38%), intendeva portare al governo (o nell'area di governo) il PCI, partito di minoranza condannato all'opposizione, per dimostrarne, anche a livello internazionale, l'affidabilità e al contempo indurlo a superare gli intrinseci limiti. Alcuni dei quali erano: visione economica statalista e ripulsa per il libero mercato; democrazia senza alternanza.
OGGI. E' pensabile che il PD del 18%,  possa fare con successo da TUTOR ACCOMPAGNATORE ai 5Stelle del 32%?

2.      Moro non ha mai inteso che DC e PCI dovessero fondersi in un'unica organizzazione politica. Piuttosto, l'operazione di legittimazione doveva produrre una riforma costituzionale e elettorale per consentire anche in Italia, come nel resto d'Europa, un'alternanza tra forze democratiche basato su di un sostanziale bipolarismo (come in Germania, Francia, Gran Bretagna ecc).

OGGI. PD e 5Stelle hanno una comune visione di come dovrebbe funzionare la democrazia in Italia nei prossimi anni? E qual è?

3.      Nonostante le differenze profonde tra Moro-DC e Berlinguer-PCI, ciò che comunque consentiva di poter avanzare una prospettiva del genere erano alcuni fattori non trascurabili: DC e PCI erano state forze decisive per la ricostituzione dell'Unità del Paese dopo il 1943,  per l'uscita dal regime fascista,  per il passaggio dalla monarchia alla repubblica, per dotare il nuovo regime democratico di una Costituzione. Non solo. La gestione del PCI di Berlinguer vedeva quel partito sempre più allontanarsi dall'URSS e sempre più riconoscersi nell'area Europea (Nato compresa).
OGGI. Vi è un "comune sentire" (chiamiamolo così) tra PD e 5Stelle? Dal punto di vista della collocazione internazionale ed  europea? E di cosa si nutrirebbe?

Infine, un po' fuori tema, ma neanche tanto, l'idea che una alleanza con i 5Stelle consentirebbe al PD di andare a riprendersi una quota dei suoi pregressi elettorali non ha, a proprio favore, nessun riscontro storico. Anzi. Se ricordo bene, dalla fondazione della Repubblica italiana ad oggi, nessuna coalizione o patto di governo ha mai prodotto un travaso di voti tra forze alleate. Se mi sbaglio fatemi sapere.