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	<title>Fuoricentroscampia World</title>
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	<description>studi ed  informazioni internazionali</description>
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		<title>George Soros ed il suo piano Padoa Schioppa &#8211; II parte</title>
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		<pubDate>Sun, 06 May 2012 11:22:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fatima Curzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Patti Trattati Risoluzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[George Soros Financial Turmoil in Europe and United States PUBLICAFFAIRS RECENSIONE (II PARTE) “A Seven Point Plan to Save the Eurozone” pubblicato dal Financial Times il 25 ottobre 2011, può riassumersi facilmente in uno spostamento dell’intervento finanziario a sostegno del debito pubblico degli stati membri, &#8211; sotto attacco speculativo &#8211; dal Rifinanziamento a lungo termine [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>George Soros<br />
Financial Turmoil in Europe and United States<br />
PUBLICAFFAIRS</p>
<p>RECENSIONE  (II PARTE)</p>
<p>“A Seven Point Plan to Save the Eurozone” pubblicato dal Financial Times il 25 ottobre 2011, può riassumersi facilmente in uno spostamento dell’intervento finanziario a sostegno del debito pubblico degli stati membri, &#8211; sotto attacco speculativo &#8211; dal Rifinanziamento a lungo termine (LTRO) della Banca Centrale Europea, &#8211; al momento messo in essere dalle Autorità europee, &#8211; al Fondo salva Stati.</p>
<p>In altre parole al momento il piano adottato prevede di fornire denaro a basso costo (liquidità), tramite la Banca Centrale Europea (BCE) , alle banche dell’Eurozona,  e questo piano ha la durata di tre anni.<br />
Alla BCE, infatti, da statuto, è fatto esplicito divieto di prestare denaro agli Stati ma può prestare alle banche. Il Fondo salva Stati (EFSF), istituito nel 2010 per gestire il problema del debito pubblico europeo, presta agli Stati.<br />
Questo consente alle banche dei singoli paesi di “prendere in prestito” (ad un tasso più basso) denaro da investire nell’acquisto di titoli del dedito pubblico nazionale ( con un rendimento più alto), insomma un bel “carry-trade” ad alto profitto. In aggiunta, stando come stanno le cose al momento, l’operazione è, paradossalmente, al tempo stesso, economicamente produttiva di profitto e priva di qualunque assunzione diretta di rischio, perché, in fin dei conti, se uno dei paesi dell’Eurozona finisce in “default” , le banche di quel paese saranno ugualmente risucchiate dal disastro economico nazionale.<br />
In aggiunta, e a ben guardare, tutta l’operazione pare configurarsi come un chiaro “finanziamento” a favore delle banche, una sorta di ”salvataggio” all’europea che di fatto, &#8211; non essendo chiaramente ed esplicitamente dichiarato in quanto tale, &#8211; non comporta alcuna richiesta in contropartita. In altre parole, la BCE, fornisce alle banche denaro sotto la forma di ”profitto”, lasciando quindi inalterato il precetto liberista del non-intervento dello stato nell’economia, fedele alla “credenza liberista e neo-liberista del naturale riequilibrio dei mercati avvenga per mano “invisibile”. Il fatto è, però, che i soldi di cui stiamo discutendo sono soldi pubblici e l’uso che si fa dei soldi pubblici deve essere documentato e documentabile.<br />
Sia ben chiaro, il cosiddetto “salvataggio delle banche” non è per sua natura un affare di lobbies ed interessi fraudolentemente occultati, esso è semplicemente ineludibile, a meno che non si voglia tornare all’economia medioevale del baratto. Il vero problema è come bisogna farlo e più in generale è il rapporto tra sistemi bancari e regolazione o “deregolamentazione” dell’intero settore.</p>
<p>Ma torniamo al piano europeo LTRO.<br />
Per un po’ lo “spread”, cioè il differenziale di rendimento del debito pubblico di un singolo paese confrontato con quello tedesco, sembrava essersi acquietato.  Ma, poiché, in fin dei conti, invertendo i fattori il prodotto non cambia, come ci hanno insegnato a scuola, anche “i mercati” o “gli speculatori” che dir si voglia, sanno fare i conti in tasca ad ogni singolo paese ed alle sue banche cosiddette “strutturali”. Le banche di un singolo paese comprano titoli di stato del proprio paese, entrano cioè nel mercato aperto e comprano per far scendere il famigerato spread, ma se banche e paese sono nella stessa barca, cioè se affonda il primo le altre seguono a ruota, che tranquillità va attribuita all’investimento in titoli di quel paese, e che grado di solidità va assegnato alle singole banche?<br />
E allora le banche, sempre di quell’ipotetico paese, comprano titoli del debito pubblico – guadagnandoci su – e lo spread dovrebbe scendere, invece oscilla perché chi, non si fidava prima adesso potrebbe fidarsi anche meno … e quindi vende … anche le azioni di quelle banche … Chiaro? Gli speculatori\investitori\mercati saranno anche senz’anima ma non del tutto scemi! Aggiungiamo a questo scenario l’incipiente previsione di recessione in arrivo a seguito delle politiche “di rigore”, imposte ai paesi “fannulloni” dell’Eurozona dalla tedeschissima cancelliera, con la conseguente contrazione dei consumi ed il famigerato credit crunch, che altro non sarebbe che le banche, pur guadagnando sul “carry trade” BCE &#8211; Titoli di stato, i soldoni che ricavano non li mettono nell’ECONOMIA REALE, cioè non li prestano ad imprese e privati per finanziare un ipotetica CRESCITA, ma se li sbattono in pancia a salvaguardia della loro stabilità (nella migliore delle ipotesi) … stabilità? Ma se le loro azioni perdono valore al ritmo della Cavalcata delle Valchirie …</p>
<p>Ma che razza di pasticcio è mai questo? E allora torniamo a Soros. Lui propone:<br />
Al punto 1. che la BCE in cooperazione con il Fondo salva stati (EFSF) affronti la crisi ad interim e cioè, mentre gli Stati si accordano su i termini di un nuovo Trattato che stabilisca un Tesoro comune, la BCE provveda alla liquidità ed il Fondo salva-Stati copra il rischio di solvibilità.</p>
<p>In altre parole, pur senza stabilire un Tesoro comune immediatamente, cosa che richiede la revisione del Trattato di Maastricht, di fatto il Fondo salva Stati agisce da Tesoro comune per i 17 Stati/euro, sono infatti 17 gli Stati che hanno l’euro come loro moneta:<br />
1 gennaio 1999<br />
Germania<br />
Austria<br />
Francia<br />
Italia<br />
Belgio<br />
Olanda<br />
Lussemburgo<br />
Spagna<br />
Portogallo<br />
Irlanda<br />
Finlandia<br />
Norvegia<br />
Seguono<br />
1 gennaio 2001 Grecia<br />
1 gennaio 2007 Slovenia<br />
1 gennaio 2008 Cipro e Malta<br />
1 gennaio 2009 Slovacchia<br />
1 gennaio 2011 Estonia.</p>
<p>Inghilterra e Danimarca hanno sottoscritto il Trattato, decidendo di non entrare a far parte dell’Unione Monetaria Europea, in deroga al Trattato stesso, e, riservandosi il diritto di farlo in seguito.<br />
Altri 10 Stati che hanno la loro moneta nazionale aderiscono attualmente all’Unione Europea, da cui la somma di 27 Stati. (Ometto il punto 2. Di Soros, poiché tratta del come “salvare” la Grecia. Cosa ormai passata ai fatti già avvenuti ed immodificabili).</p>
<p>Al punto 3. Il Fondo salva-stati (EFSF) garantisce il sistema bancario, non i titoli di stato. La ricapitalizzazione delle banche viene posposta e avverrà su base nazionale quando necessario. Questo in accordo con la posizione tedesca e di maggiore beneficio per la Francia di quanto non sia una immediata ricapitalizzazione delle  sue banche.</p>
<p>Al punto 4. Le grandi banche a fronte della garanzia offerta loro vengono sottoposte alle istruzioni della BCE che agisce per conto dei governi. Quelle banche che non accettano questa condizione vengono escluse dalla finestra di sconto della BCE.</p>
<p>Al punto 5. la BCE istruisce le banche a mantenere aperte le linee di credito e il portafoglio prestiti ed istituisce degli ispettori di controllo del rischio che le banche si assumono in proprio. Questo per rimuovere la principale fonte dell&#8217;attuale credit crunch e rassicurare i mercati finanziari.</p>
<p>Al punto 6. per gestire l&#8217;altro problema maggiore &#8211; l&#8217;incapacità di alcun governi a prendere denaro in prestito ad un tasso ragionevole &#8211; la BCE abbassa il tasso di sconto, incoraggia i governi in questione ad emettere titoli del tesoro ed incoraggia le banche a detenere la propria liquidità appunto in buoni del tesoro invece che in depositi presso la BCE. La BCE emette titoli in proprio e smette gli acquisti sul mercato. Il rischio di insolvenza viene coperto dal Fondo salva-stati (EFSF). La BCE ferma il mercato aperto.. E questo mette in condizione paesi come l&#8217;Italia e la Spagna di prendere prestiti a breve a basso costo mentre la BCE non presta ai governi e non stampa moneta. I paesi creditori possono così imporre la disciplina di bilancio all&#8217;Italia indirettamente, controllando cioè quanto Roma può prendere in prestito in tal modo.</p>
<p>Al punto 7. Il mercati saranno impressionati dal fatto che le autorità sono unite ed hanno a disposizione fondi sufficienti. In poco tempo l&#8217;Italia sarà in condizione di prendere in prestito dal mercato a tassi ragionevoli. Le banche potranno essere ricapitalizzate e l&#8217; Eurozona potrà stabilire le regole per una politica fiscale comune in una situazione di calma.</p>
<p>Il punto centrale è che l’area Euro, cioè i 17 paesi dell’Eurozona, hanno una Banca centrale comune, la BCE, a cui è assegnato il compito di stabilizzazione dei prezzi e che provvede alla liquidità, ma manca un Tesoro comune che adempia al compito di garantire la solvibilità in tempi di crisi.<br />
Perché?<br />
Per gli architetti dell’Euro, l’Unione Monetaria era il primo passo, che inevitabilmente avrebbe condotto al secondo e definitivo di sancire l’unione politica dell’Europa. Così dice Soros, ma aggiunge, che “i padri” dell’Euro poggiavano le loro previsioni su basi teoriche errate, in particolare sull’affermazione neo-liberista che unicamente il settore pubblico fosse in grado di generare squilibrio, poiché per quanto riguarda il settore privato esso torna in equilibrio (laddove sorgessero problemi congiunturali) automaticamente, guidato com’è  dall’ “invisibile mano” dei mercati che aggiusta da sé qualunque disfunzione i mercati stessi possano generare. Inoltre, loro, sempre gli architetti/padri, hanno ritenuto che i meccanismi introdotti per limitare gli sbilanci del Pubblico fossero adeguati, di conseguenza hanno trattato tutti i titoli pubblici (cioè di Stati tra loro molto diversi) come egualmente privi di rischio, cosa che ha consentito alle banche nazionali di “comprarli e tenerli” senza dover allocare nessuna riserva di capitale a copertura del rischio.</p>
<p>Le conseguenze?<br />
Le Banche si sono lanciate all’acquisto dei Titoli di Stato a rendimento maggiore, seppur non tanto esponenziale quale quello di oggi, che ha prodotto una convergenza dei tassi di interesse che ha portato le performance economiche dei paesi euro a divergere. Mentre la Germania, alle prese con le difficoltà della riunificazione e con il suo corollario etico-politico di mobilitazione nazionale, ha messo mano alle cosiddette “riforme strutturali”, in primo luogo riguardo al “mercato del lavoro” che l’ha resa maggiormente competitiva, gli altri paesi euro, approfittando dei bassi tassi di interesse, hanno prodotto una “bolla immobiliare”, cioè un aumento del prezzo degli immobili dovuto al boom di mutui a basso costo, che ha reso l’economia di quei paesi meno competitiva.<br />
In altre parole mentre la Germania affrontava e vinceva il problema della “ristrutturazione e della crescita”, mettendo entusiasmo, denari e impeto nella rifondazione dell’economia nazionale approfittando di tutte le opportunità economiche (dall’export interno al vantaggio della moneta comune a cambio fisso) gli “altri” paesi i soldi, l’entusiasmo e l’impeto se lo sono giocati al monopoli immobiliare. E come se non bastasse le banche si sono riempite le pance di titoli di stato che da assolutamente privi di rischio si sono trasformati nel principale dato di rischio della loro stabilità di bilancio, come abbiamo detto privo di copertura o addirittura coperto da “assicurazioni” finanziarie di dubbia moralità e concretezza.<br />
Ecco dove siamo ora.</p>
<p>Il Trattato di Maastricht non l’aveva previsto e di conseguenza, al primo scricchiolio dell’impalcatura, cioè quando il nuovo parlamento greco ha rivelato i trucchi che il precedente aveva ficcato nei suoi bilanci per poter soddisfare i requisiti richiesti per l’entrata nell’Euro, il palazzo ha cominciato a franare e ci si è accorti che gli architetti/padri avevano dimenticato di disegnare e costruire le uscite di sicurezza …<br />
Il Trattato non ha vie d’uscita, non ha un Tesoro comune che possa mettere in sicurezza un paese a rischio default né ovviamente alcun paese più tornare a stampare moneta.<br />
E allora?<br />
L’Europa cerca una soluzione. L’LTRO non pare funzionare come avrebbe dovuto. All’Ecofin si discute. Draghi dice la sua.<br />
La Bundesbank (la Banca centrale tedesca) si sta attrezzando …<br />
continua<br />
<a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2012/05/G.-Soros-Financial-Turmoil-in-Europe-and-United-States2.jpg"><img title="G. Soros Financial Turmoil in Europe and United States" alt="" class="alignleft size-thumbnail wp-image-363" src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2012/05/G.-Soros-Financial-Turmoil-in-Europe-and-United-States2-150x150.jpg" width="150" height="150" /></a></p>
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		<title>George Soros ed il suo piano Padoa Schioppa</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Apr 2012 17:19:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fatima Curzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[George Soros Financial Turmoil in Europe and United States PUBLICAFFAIRS RECENSIONE (I PARTE) L’ultimo libro di George Soros Financial Turmoil in Europe and United States illustra dettagliatamente il suo piano salva Europa, denominato Padoa-Schioppa plan “in memoria del mio amico che aiutò a stabilizzare le Finanze italiane nel 1990” e che, dichiara, gli è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="../wp-content/uploads/2012/01/G.-Soros-Financial-Turmoil-in-Europe-and-United-States.jpg"><img class="alignleft" src="../wp-content/uploads/2012/01/G.-Soros-Financial-Turmoil-in-Europe-and-United-States-204x300.jpg" alt="" width="143" height="210" /></a></p>
<p>George Soros<br />
Financial Turmoil in Europe and United States<br />
PUBLICAFFAIRS</p>
<p>RECENSIONE  (I PARTE)</p>
<p>L’ultimo libro di George Soros <a href="http://www.publicaffairsbooks.com/publicaffairsbooks-cgi-bin/display?book=9781610391528">Financial Turmoil in Europe and United States</a> illustra dettagliatamente il suo piano salva Europa, denominato Padoa-Schioppa plan “<em>in memoria del mio amico che aiutò a stabilizzare le Finanze italiane nel 1990</em>” e che, dichiara, gli è stato d’ispirazione.</p>
<p>Soros recensisce se stesso nel numero febbraio/marzo del <a href="http://www.nybooks.com/"><em><strong>New York Review of Books</strong></em></a><em><strong> </strong></em>in un articolo intitolato: <em>Come salvare l’Europa</em>.</p>
<p>L’intento è quello di  chiarire le ragioni della crisi europea, l’attuale stato dei fatti, e ribadire la sua ricetta per  una possibile fuoriuscita dall’impasse economica, finanziaria e politica in cui versa, attualmente, l’Unione Europea: poiché siamo fermi sull’orlo, o forse siamo proprio all’interno, di una crisi acuta dove la paventata conclusione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Meltdown">meltdown</a> del sistema finanziario globale non è affatto scongiurata</p>
<p>Le autorità finanziarie europee hanno rigettato il piano Soros/PadoaSchioppa in favore di un’Operazione di Rifinanziamento a Lungo Termine della Banca Centrale Europea (Long Term Refinancing Operation – LTRO).  La differenza tra i due schemi consiste, come ci spiega l’autore, nel fatto che il suo avrebbe prodotto un’istantanea riduzione degli interessi sul debito pubblico mentre quello adottato ha lasciato i paesi membri e le loro banche sull’orlo di una potenziale insolvenza.</p>
<p>Perché? La prima risposta/ragione potrebbe riguardare la volontà delle autorità finanziarie europee di prolungare deliberatamente l’attuale atmosfera di crisi per tenere alta la pressione sui paesi membri a forte indebitamento. La seconda atterrebbe alle divergenze d’idee presenti all’interno dell’UE che non potevano essere riconciliate in altro modo. Dopo averle enunciate, Soros, decide di optare per la seconda ipotesi, in ottemperanza – chiarisce &#8211; al presupposto teorico da cui, sempre e comunque si muove il suo pensiero, e cioè Karl Popper e la sua teoria dell’Open Society. In ogni caso il piano c’è e può essere adottato in ogni momento fintanto che i denari del Fondo Salva Stati (EFSF) siano disponibili, conclude &#8211; George Soros non è un uomo arrendevole e ignorare la sua ricetta non è cosa da poco conto né priva di conseguenze, neanche per i potenti d’Europa.</p>
<p>Ma chi è George Soros e quanto vale la sua opinione? E Karl Popper in che relazione si trova con un Investitore/Speculatore il cui calibro non ha confronti? Di George Soros, John Cassidy (autorevole giornalista e autore di <a href="http://www.einaudi.it/libri/libro/john-cassidy/come-crollano-i-mercati/978880619566">Come crollano i mercati –la Logica delle catastrofi economiche, Einaudi 2011</a>), ci dice che a metà degli anni Ottanta era già il manager di Hedge fund di riferimento. Allora, aggiunge, &#8211; che non erano in molti a comprendere con esattezza cosa fossero e come lavorassero per l’appunto gli hedge funds, &#8211; per quelli “addentro” il Quantum Fund, fondato da Soros nel 1973, era il modello di riferimento. Anno dopo anno aveva accumulato esorbitanti profitti: nel 1992, scommettendo contro la sterlina e la Banca d’Inghilterra … più di un miliardo di dollari, al netto! … pare. Soros non ha mai confermato l’ammontare con esattezza. I giornali inglesi lo collocarono intorno a 1.1. miliardi di dollari americani. L’operazione gli valse il soprannome dell’Uomo che distrusse la Banca d’Inghilterra. Nel 1992, infatti, la Banca d’Inghilterra teneva duro sul rialzo del tasso d’interesse e sulla possibilità di svalutare la sterlina (per avvicinarsi agli altri paesi dello <a href="http://www.pbmstoria.it/dizionari/dizcittadino/lemmi/413.htm">SME &#8211; Sistema Monetario Europeo</a>), il 16 settembre &#8211; mercoledì nero – Soros entra nel mercato e vende allo scoperto più di 10 miliardi di sterline, ne consegue l’uscita della divisa britannica dallo SME e la sua svalutazione: per l’appunto l’Uomo che distrusse la Banca d’Inghilterra!<br />
Il suo sito ufficiale <a href="http://www.georgesoros.com/">www.georgesoros.com</a> alla voce biografia riassume in una paginetta una vita  tanto piena di avvenimenti da potersi prolungare ben oltre, anche per centinaia di pagine, senza correre il rischio di annoiare nessuno. È nato (1930) e cresciuto in Ungheria sperimentando di persona l’effetto negativo dei totalitarismi, il fascismo ungherese e l’occupazione nazista, con il suo corollario antisemita – Soros è ebreo – nonché il comunismo stalinista. Lascia il suo paese natale nel 1947 e si trasferisce in Inghilterra dove, frequenta la London School of Economics laureandosi nel 1952, e qui che incontra la filosofia di <strong>Karl Popper</strong> e la sua fiera critica dei totalitarismi, <em><strong>The Open Society and Its Enemies</strong></em> (La Società Aperta ed i suoi nemici) entra a far parte del suo modo di leggere il mondo e non lo abbandonerà mai più.  Per Popper nessuna filosofia e nessun’ideologia hanno l’ultima parola riguardo alla verità: le società possono fiorire solo in concomitanza con un sistema politico democratico, con la libertà di espressione e confronto ed il rispetto dei diritti umani. La fondazione filantropica di cui Soros è fondatore e Presidente, alla quale ora si dedica completamente, essendosi ritirato dall’attività di manager finanziario, si chiama appunto: <a href="http://www.soros.org/">Open Society Foundations</a>. Trasferitosi negli Stati Uniti, lavora come analista finanziario e trader a New York, nel 1967 contribuisce alla fondazione di un Fondo Offshore, per poi creare uno tra i primi e certamente il più importante Hedge Fund: il Quantum Fund per l’appunto.<br />
La sua personale esperienza dell’intolleranza e dei totalitarismi lo spingono nel 1979 a finanziare gli studenti di colore di Cape Town che lottano contro l’apartheid in Sudafrica. Nel 1984 crea una fondazione culturale in Ungheria. Appoggia i movimenti dissidenti dell’Europa dell’Est, e quando nel 1990 l’Impero Sovietico collassa la allarga agli altri paesi ex comunisti dell’area. In altre parole Soros non è uomo di sole parole ma di denari e li mette a servizio delle Società affinché diventino aperte, cioè libere, tolleranti e rispettose dei diritti umani. Nel 1993 fonda The Open Society Institute. Negli ultimi trent’anni si è speso in tal senso in Africa, Asia, Europa e America Latina e negli stessi Stati Uniti. Fiero oppositore di Bush e delle sue politiche economiche, solido finanziatore della campagna di Obama, al quale rimprovera la scarsa attenzione alle sue analisi e ricette per la stabilizzazione dell’economia americana all’indomani del disastro del 2008. Ad oggi, conclude la sua biografia ufficiale, Soros ha donato più di 8 miliardi di dollari per supportare i diritti umani, la libertà di espressione e l’accesso alla sanità e all’educazione in 70 paesi.</p>
<p>Quale che sia il giudizio su George Soros di una cosa si può essere più che certi: in quanto a mercati, speculazioni, spread e così via ne sa, incontestabilmente, una più degli altri.</p>
<p>Eppure, manco a dirlo, gli economisti accademici, i teorici della mano (Santa,sic) del mercato che teorizzano l’assoluta razionalità dei suoi operatori, mossi esclusivamente dalle loro aspettative riguardo al futuro,  per i quali i mercati lavorano perfettamente bene e gli agenti privati sono onniscienti e razionalmente motivati &#8211; soprattutto se lo Stato si fa da parte e non intralcia il loro glorioso cammino &#8211; eppure, dicevo, questi economisti teorici di successo acclarato(sic!), e che G. Soros definisce, nell’introduzione al libro, senza mezzi termini, fondamentalisti del mercato, storcono il naso solo a sentirlo nominare. E non deve piacere tanto neanche ai mandarini dell’Eurozona perché dell’articolo pubblicato dal Financial Times – A Seven Point Plan to Save the Eurozone, il 25 ottobre 2011, non hanno tenuto conto. C’è ancora tempo, non troppo però se non si vuole scivolare nell’ormai tristemente noto adagio “ troppo tardi, troppo poco” per farlo &#8211; avverte il suo autore.<br />
Il piano Soros per l’Europa è stato messo nero su bianco e la raccolta di saggi e articoli Financial Turmoil – in Europe and United States è qui per questo.                                   	Continua &#8211;</p>
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		<title>&#8220;On China&#8221; di H.Kissinger. Recensione</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 16:18:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fatima Curzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

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		<description><![CDATA[On China Henry Kissinger 2011, ALLEN LANE (Penguin Group) Recensione: II parte Se una guerra nucleare dovesse uccidere tutti i cinesi sopra i trent’anni, mi disse Mao a febbraio (1973), ciò potrebbe dar luogo, a lungo termine, ad un bene per la Cina, contribuendo alla sua unificazione linguistica: “ Se l’URSS dovesse lanciare le sue [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>On China<br />
Henry Kissinger<br />
2011, ALLEN LANE (Penguin Group)<br />
Recensione: II parte</p>
<p>Se una guerra nucleare dovesse uccidere tutti i cinesi sopra i trent’anni, mi disse Mao a febbraio (1973), ciò potrebbe dar  luogo, a lungo termine, ad un bene per la Cina, contribuendo alla sua unificazione linguistica: “ Se l’URSS dovesse lanciare le sue bombe e uccidere tutti quei cinesi che hanno più di trent’anni, questo risolverà il problema dei tanti dialetti cinesi, perché i vecchi come me non riescono ad imparare il cinese mandarino”. </p>
<p>Che Mao fosse ossessionato dalla bomba atomica è certamente vero, ne pretese ed ottenne dai sovietici la tecnologia. Durante i terribili anni del Grande Balzo in Avanti (1958 – 1961) tra le varie opere grandiose – inutile e malfatte – che pretese dal popolo cinese con costi umani spaventosi, poiché dalle dighe alle fornaci per l’acciaio delle Comuni Popolari tutto veniva fatto letteralmente a mani nude con l’utilizzo della forza lavoro, organizzata in brigate disciplinate militarmente, spinta forzosamente fino allo sfinimento delle forze, ci sono stati “i rifugi atomici”, disseminati su tutto il territorio nazionale.<br />
Pure, questo Mao/Stranamore, paradossale e buffone, descritto da Kissinger, ci lascia sbigottiti.</p>
<p>Vera, e riportato da più fonti, incluso Kruscev, l’insistenza di Mao sulla forza numerica del suo popolo che, in fin dei conti nessuna bomba atomica avrebbe potuto cancellare dalla faccia della terra e che quindi, in ultima analisi, la Cina avrebbe affrontato piuttosto che piegare la schiena.</p>
<p>In un contesto, stavolta però, inteso a contrapporsi alla teoria/pratica diplomatica della “coesistenza pacifica” voluta da Kruscev.</p>
<p>Insomma dalle rivelazioni di Jung Chang e Jon Halliday in “Mao La storia sconosciuta”, Kruscev nelle memorie e le testimonianze di altri leader dell’ex sfera di influenza sovietica fino al Kissinger di “On China”, Mao ed il suo entourage si collocano nella storia del secolo scorso e dei suoi equilibri geopolitici, come portatori di una visione del mondo raccapricciante ma anche e in ultima analisi decisamente caricaturale.</p>
<p>Perché, ci chiediamo noi, forse ingenuamente ma certamente saggiamente, Sovietici, Americani e Paesi non allineati o per dirla con la teoria di Mao dei “I tre mondi”, &#8211; secondo cui il I mondo era costituito da URSS e USA, il II dagli altri paesi sviluppati ed il III dai paesi sottosviluppati o in via di sviluppo – tutti cercavano una sponda cinese? Insomma non sarebbe stato più saggio l’inverso e cioè che tutti i paesi del mondo facessero fronte comune contro un paese dominato da un branco di folli accumulatori di armi atomiche pronti a prendere e buttare qua e là atomiche, manco fossero state bombe carta?</p>
<p>Magari queste buffonate dialettiche di Mao furono inquadrate e lette come la semantica provocatoria dettata dalla frustrazione ad leader senile di un paese povero, sottosviluppato, marginale ed emarginato dalle dinamiche mondiali del secolo scorso. Oggi, improvvisamente, esse diventano elucubrazione geopolitiche e “modi di essere” di una società e di un popolo in ascesa sullo scenario mondiale  (la Cina del Pil sempre in crescita, detentrice di tanto del debito americano, accaparratrice dei traffici mondiali, ecc.)  e si materializzano come il “passato” di cui dobbiamo essere messi a conoscenza. Scusi dr. Kissinger, perché ora e non prima?</p>
<p>Perché le missioni segrete e le conversazioni secretate fin qui, nell’interesse nazionale americano e del mondo tutto, come lei non fa che ribadire lungo tutte le 530 pagine del suo libro, ora e qui ha deciso di spiattellarle ai quattro venti?</p>
<p>Per esempio la lettera del Presidente Bush al “caro amico Deng” datata 21 giugno 1989, cioè a meno di venti giorni da quel 4 giugno 1989 che vide i carri armati del regime del “caro amico Deng” entrare a piazza Tiananmen e passare sui manifestanti pacifici.</p>
<p>O, questa anche meglio, del National Security Advisor Brent Scowcroft e del Deputy Secretary of State Lawrence Eagleburger piazzati su di un aereo militare C-141 privo di segni di riconoscimento, inviato a Pechino in missione speciale e segretissima, tanto segreta che lei dice che la difesa aerea cinese quasi lo tirava giù – fatto non avvento grazie ad una telefonata di richiesta di autorizzazione all’abbattimento fatta addirittura al Presidente Yang Shangkun in persona – appena tre settimane dopo il massacro di piazza Tiananmen?</p>
<p>“L’aereo era equipaggiato per rifornirsi in volo per evitare qualunque fermata lungo la rotta e fornito di attrezzature di comunicazione autonome così da poter restare in contatto diretto con la Casa Bianca. Nessuna bandiera venne esposta durante gli incontri e i banchetti e la notizia non venne riportata dai media”, questo è certo, altrimenti ce ne saremmo accorti!</p>
<p>Missione segreta portatrice di un limpido messaggio presidenziale inteso a rassicurare i vertici di potere della Cina che, massacro o non massacro, i rapporti tra Cina e USA restavano ottimi esattamente come prima, al netto s’intende di un po’ di sanzioni (provvisorie) e qualche slogan propagandistico riguardo ai diritti umani, inevitabile per chetare il Congresso e il popolo americano.</p>
<p>E la questione Fang Lizhi, l’astrofisico dissidente rifugiatosi all’interno dell’ambasciata americana? Tutto un malinteso dovuto alla distrazione del personale dell’ambasciata americana a Pechino che, male informato sul curriculum di “troublemaker” del prof. Fang, ebbe la stupida idea di invitarlo al ricevimento ufficiale tenuto nell’ambasciata stessa, in occasione del viaggio del Presidente Bush (febbraio 1989), creando così un legame tra il dissidente e la rappresentanza americana a Pechino. Così a seguito del massacro di Tiananmen il prof Fang e sua moglie ebbero l’opportunità di chiedere ed ottenere asilo politico all’interno della rappresentanza diplomatica americana.<br />
 “Non avevamo altra scelta che lasciarlo entrare,” parole di Bush.<br />
Dr. Kissinger, lei ed il Presidente Bush fate una pessima figura!</p>
<p>Quindi, stando alla trama di “On China”, Henry Kissinger è stato  (lo è ancora?) l’eminenza grigia di 40 anni di politica estera americana, lunga 8 Presidenti.<br />
Viene da concordare con J. Becker che chiude la recensione a “On China” pubblicata dal Guardian con queste parole:” È un peccato che Kissinger non è mai stato distratto dalla sua missione di ottenere &#8211; a rebalancing of the global equilibrium -. Il mondo avrebbe potuto essere un posto piuttosto differente”.</p>
<p>Un libro, On China” scritto, ci dice Kissinger,  per spiegare il modo di pensare dei cinesi riguardo a problemi come la guerra e la pace nonché l’assetto geopolitico dell’ordine internazionale. Che termina con uno svolazzo storico sulla formazione, nell’Europa prima delle due guerre mondiali, della super potenza Germania … ma ci conforta in fine libro … perché finché ci sarà Lui, il super Kissinger degli equilibri globali, e finché, s’intende, i potenti della terra si faranno condurre per mano da Lui, noi tutti siamo al sicuro. Non ci sarà la guerra tra le due attuali super potenze – USA e CINA-. </p>
<p>Bene, per quanto mi riguarda, mi auguro che il suo tempo in ruolo sia giunto al termine. La senilità dei potenti è perniciosa, come apprendiamo leggendo del suo Mao, Deng ecc.<br />
Ma, mi viene da chiedermi, quanto c’era di buono, prima che invecchiassero così malamente, in leader che somigliano tanto al Grande Dittatore di Chaplin? </p>
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		<title>&#8221; On China&#8221;: l&#8217;ultimo libro di Henry Kissinger</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 18:35:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fatima Curzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[On China Henry Kissinger 2011, ALLEN LANE (Penguin Group) Recensione: I parte IL libro di Kissinger, sembra essere una sorta di bomba a lungo trattenuta. Apre con un excursus storico-filosofico lungo tre capitoli (90 delle sue 530 pagine) in cui rammenta o meglio attesta la lunga esistenza della Cina come nazione costituita e strutturata (221 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>On China<br />
Henry Kissinger<br />
2011, ALLEN LANE (Penguin Group)<br />
Recensione: I parte</p>
<p>IL libro di Kissinger, sembra essere una sorta di bomba a lungo trattenuta.</p>
<p>Apre con un excursus storico-filosofico lungo tre capitoli (90 delle sue 530 pagine) in cui rammenta o meglio attesta la lunga esistenza della Cina come nazione costituita e strutturata (221 a.c.) in uno stato burocraticamente ed istituzionalmente complesso ed articolato. Uno stato, per l’appunto, risalente ad un&#8217;epoca tanto remota da determinare una longevità che nessuna nazione, impero, confederazione di stati ecc. al mondo, può rivendicare. Tratto caratteristico di questa sorprendente continuità storica ė la sua assoluta autoreferenziale ed inalterabile convinzione di centralità. Come gli antichi greci tutto ciò che si trova al di fuori dei suoi confini é “barbaro”, e barbari sono gli alieni, gli stranieri, che non vivono sotto il cielo del “Regno di Mezzo”, l’antico nome della Cina.<br />
L’orgoglio di un popolo fierissimo e le ferite infertegli dall’intromissione aggressiva, sotto il suo cielo e sul suo suolo, dal colonialismo occidentale, sono qui, ora  e per sempre. Evita Kissinger la parola “revanscismo” ma ne traccia lo spettro semantico parola dopo parola.</p>
<p>Il vero scoop però arriva inatteso e correlato dalla trascrizione letterale del contenuto delle conversazioni, di cui il testimone, Kissinger stesso, conserva trascrizioni indiscutibili, nel senso letterale del termine. Nel caso specifico, infatti, sorprendentemente, lo storico e la sua fonte sono una cosa sola, senza alcuna possibilità di smentita, &#8211; d’altro canto Mao e Zhou Enlai sono morti stecchiti e, al momento non disponiamo di “loro” trascrizioni dei colloqui riportati – perché la narrazione di Kissinger non veste la forma del diario o dell’autobiografia ma quella del saggio accademico, seppure in forma divulgativa.<br />
E così scopriamo che dal 1972 al 1989, &#8211; cioè dallo scongelamento dei rapporti diplomatici tra Cina e America, interrotti dopo la fondazione della Repubblica popolare cinese nel 1949, stato non riconosciuto dagli Stati Uniti a favore “dell’altra Cina” degli sconfitti del generalissimo Chiang Kai-shek riparati a Taiwan,- la solida struttura della ritrovata collaborazione è stata un’alleanza basata sull’opposizione ed il contenimento dell’URSS. Un’alleanza anti sovietica non, per così dire, ovvia in sé perché di fatto si interponeva tra le due super potenze di allora, ma propriamente dichiarata, discussa e ratificata dalle due parti in gioco, cioè America e Cina.<br />
“Il riavvicinamento sino-americano ebbe inizio come aspetto tattico della Guerra fredda …”<br />
I cinesi, da Mao fino ad oggi, hanno avuto a cuore ed hanno a cuore, esclusivamente i loro interessi nazionali intesi territorialmente e dal punto di vista geopolitico. Non che, dopo tutto quello a cui abbiamo assistito noi si credesse ancora alla storiella dei paesi comunisti fratelli ma “ L’Unione Sovietica, mi disse Mao, rappresenta una minaccia globale e bisogna resistergli globalmente … la Cina resisterà ad un attacco, anche se bisognerà ritirarsi all’interno per mettere in atto una strategia di guerriglia. Ma la cooperazione con gli Stati Uniti e altri Stati che la pensano allo stesso modo accelererà la vittoria il cui risultato sarà determinato dal lungo indebolimento dell’Unione Sovietica … la Cina non chiederà aiuto o sottoscriverà patti condizionanti … ma è preparata ad adottare strategie parallele, specialmente con gli Stati Uniti. Una politica di contenimento globale dei Sovietici avrebbe prevalso poiché le ambizioni sovietiche erano al di là delle sue effettive capacità.</p>
<p>Mao:- Devono (i sovietici) vedersela con così tanti avversarsi, con il Pacifico, con il Giappone, con la Cina, con l’Asia del Sud che è composta da più paesi. Hanno solo un milione di truppe qui, &#8211; non abbastanza neanche per difendere loro stessi ed anche meno per una forza d’attacco…<br />
…….<br />
Kissinger:- Sì, i nostri due paesi devono fronteggiare lo stesso pericolo (URSS). Possiamo usare metodi differenti talvolta ma abbiamo gli stessi obiettivi.<br />
Mao:- Bene, fin quando gli obiettivi saranno gli stessi … E possiamo lavorare insieme per trattare con un bastardo (risata) … qualche volta vi criticheremo per un po’. Il vostro Presidente parla di influenza ideologica, voi dite:- basta con questi comunisti. Io dico:- basta con questi imperialisti. Diremo cose come queste ma non le faremo di certo!</p>
<p>Insomma, chiarisce il dr. Kissinger, una cosa sono gli slogans propagandistici ad uso interno che non significano molto, ben altro la necessità di cooperazione contro la minaccia sovietica. L’ideologia riguarda il “domestic management” non la politica estera. Ovviamente, però, l’armistizio ideologico resta valido fino a quando gli obiettivi restano compatibili.</p>
<p>Machiavelli, insomma, era proprio un principiante. E noi tutti gli abitanti del pianeta, al di qua e al di là della cortina di ferro, una massa di dementi “to manage”! Tutto ciò (Febbraio 1973) in piena Rivoluzione Culturale e con Nixon alla guida degli Stati Uniti. Caro dr. Kissinger, non so perché ma mi prudono le mani.</p>
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		<title>DALL’ETIOPIA UNA ACCORATA LETTERA DI CARLO E FRANCA TRAVAGLINO</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Sep 2011 11:17:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>ernesto</dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[CARISSIMI, una  breve informazione  dal…. fronte etiopico. Nei giorni scorsi, sulla stampa italiana, l’area geografica del Corno d’Africa, “SOMALIA – KENIA – ETIOPIA”,  e’ stata definita    “triangolo della morte” per la carestia,  per la fame e affini. Se noi, oggi, volessimo definire con uno stereotipo la situazione dell’Etiopia useremmo l’immagine  popolare dell’inferno: luogo dove si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>CARISSIMI,</p>
<p>una  breve informazione   dal…. fronte etiopico.</p>
<p>Nei giorni scorsi, sulla stampa  italiana, l’area geografica del Corno d’Africa,  “SOMALIA – KENIA – ETIOPIA”,  e’  stata definita    <em>“triangolo  della morte”</em> per la carestia,  per la fame e  affini.</p>
<p>Se noi, oggi, volessimo definire con  uno stereotipo la situazione dell’Etiopia useremmo l’immagine  popolare  dell’inferno: <em>luogo dove</em> <em>si brucia.</em></p>
<p>Durante gli ormai 42 anni di  avventura  di liberi battitori in comunita’ con i poveri e con i malati di  lebbra e di TBC e di AIDS in Eritrea- Etiopia abbiamo visto, vissuto e sofferto  di tutto, dalle lotte guerrigliesche contro l’Impero e alla caduta dello stesso  fino alla eliminazione fisica di Haileselassie, alle crisi di siccita’ e di  carestiie,   ai pericoli sulle strade minate, al regime sanguinario  filosovietico di Menghistu, alla caduta e alla fuga dall’Etiopia dello stesso,  al succedersi degli scontri  bellici,, alle varie crisi politiche e sociali  di ogni genere, alla  folle quanto disastrosa separazione dell’Eritrea  dall’Etiopia.</p>
<p>Abbiamo  vissuto e sofferto  carenze di ogni tipo.</p>
<p>Ma mai avevamo vissuto la follia di  questo tempo caratterizzato da uno squlibrio sociale inimmaginabile,  senza  precedenti, con un potere che, teoricamente  si ispira al  socialismo  e al marxismo,  ma che, di fatto, opera scelte di piena intesa con il  capitalismo  seguendo  le regole del mercato libero e della  globalizzazione selvaggia, favorendo la crescita abnorme e senza limiti   dei ricconi  e delle imprese straniere  con privilegi ed esenzioni  dalle tassazioni, perfino da quelle doganali.</p>
<p>Intanto il “popolo basso” e’  letteralmente schiacciato da continue imposte e balzelli su tutto e coloro che  operano concretamente, con servizi di puro e vero volontariato, devono   sopportare  una burocrazia esasperata e tassazioni impossibili ad essere  sostenute, come quella doganale se si tenta di importare beni essenziali per i  poveri e per i malati indigenti.</p>
<p>Qui brucia tutto;  brucia la  vita e la speranza dei poveri.</p>
<p>Ogni giorno il costo della vita sale   in maniera pazza e  incontrollata.  Ormai ha raggiunto livelli  assolutamente insostenibili.</p>
<p>Il popolo stenta,  mentre i  capitalisti locali e stranieri ingrassano.</p>
<p>La forbice tra  ricchi e poveri  si e’ allargata in misura allarmante.</p>
<p>Vivendo dal di dentro e in comunione  reale con il popolo tartassato questa drammatica condizione, questa  spaccatura-vergogna dell”umanita’ , la tentazione della resa,  dell’abbandono  e della fuga e’ incalzante. Sarebbe perfino comoda e  facile. Ma sarebbe una vigliaccheria, un tradimento imperdonabile  nei  confronti del  popolo, dei poveri, dei malati indigenti, dei bambini indifesi; sarebbe la  negazione della fraternita’  che l’HEWO ha posto come fondamento e come  principio ispiratore irrinunciabile di ogni servizio fin dal suo  nascere.</p>
<p>Allora, per l’HEWO,  la via da  seguire e’ soltanto una: <em>stare con il  popolo, soddisfare la legittima domanda di aiuto,  resistere, dialogare  lealmente e rispettosamente   con le autorita’ locali per cercare  soluzioni giuste ai problemi esistenziali, lottare con fiducia onde evitare che  la speranza dei poveri sia ridotta in  cenere.</em></p>
<p>Come percorrere questa strada  ?</p>
<p>Le scelte vanno fatte ora per ora,  utilizzando tutte le possibili risorse, nel rispetto della legalita’ e per la  difesa dei diritti fondamentali di ognuno</p>
<p>Confidiamo nella solidarieta’ di  quanti vorranno sostenere la Comunita’ HEWO in questo cammino di fraternita’ per  la giustizia e per la difesa del diritto alla vita dignitosa della  persona.</p>
<p>Ci fermiamo  qui.</p>
<p>L’indignazione e’ tale che ci  impedisce di trovare altre parole.</p>
<p>Un fraterno abbraccio a  tutti.</p>
<p><em>FRANCA</em><em> e CARLO  TRAVAGLINO.</em></p>
<table style="height: 18px;" cellpadding="0" width="55">
<tbody>
<tr>
<td></td>
<td></td>
</tr>
</tbody>
</table>
]]></content:encoded>
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		<title>Il CAMPO DI STERMINIO</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 15:26:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fatima Curzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi e Reportage]]></category>

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		<description><![CDATA[ossa umane emerse dalla terra, al di fuori delle fosse comuni, a causa delle pioggie[caption id="attachment_312" align="alignright" width="300" caption="fosse comuni"][/caption]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3502.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3502-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-305" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-360.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-360-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-307" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3511.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3511-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-308" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3731.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3731-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" class="size-medium wp-image-309" /></a>[caption id="attachment_310" align="alignright" width="300" caption="ossa umane emerse dalla terra, al di fuori delle fosse comuni, a causa delle pioggie"]<a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-382.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-382-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-310" /></a>[/caption]<div id="attachment_311" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-370.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-370-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-311" /></a><p class="wp-caption-text">fossa comune</p></div>[caption id="attachment_312" align="alignright" width="300" caption="fosse comuni"]<a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-367.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-367-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-312" /></a>[/caption]</p>
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		<title>S-21: LE AULE TRASFORMATE IN CELLE</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 15:15:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fatima Curzio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[celle per quadri]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3062.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3062-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" class="alignright size-medium wp-image-296" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3051.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3051-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-297" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3072.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3072-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" class="alignright size-medium wp-image-298" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3131.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3131-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" class="alignright size-medium wp-image-299" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3142.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3142-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-300" /></a><div id="attachment_301" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3192.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3192-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-301" /></a><p class="wp-caption-text">celle per quadri</p></div>[caption id="attachment_302" align="alignright" width="300" caption="celle per quadri"]<a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3211.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3211-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-302" /></a>[/caption]</p>
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		<title>S-21: l&#8217;archivio fotografico</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 15:03:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fatima Curzio</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2841.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2841-233x300.jpg" alt="" width="233" height="300" class="alignright size-medium wp-image-284" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2812.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2812-300x277.jpg" alt="" width="300" height="277" class="alignright size-medium wp-image-285" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2872.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2872-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" class="alignright size-medium wp-image-286" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2892.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2892-300x188.jpg" alt="" width="300" height="188" class="alignright size-medium wp-image-287" /></a><div id="attachment_288" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3002.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3002-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" class="size-medium wp-image-288" /></a><p class="wp-caption-text">i cadaveri dimenticati</p></div><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2901.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2901-300x267.jpg" alt="" width="300" height="267" class="alignright size-medium wp-image-289" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2951.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2951-244x300.jpg" alt="" width="244" height="300" class="alignright size-medium wp-image-290" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2961.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2961-300x169.jpg" alt="" width="300" height="169" class="alignright size-medium wp-image-291" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-285.jpg"><img src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-285-289x300.jpg" alt="" width="289" height="300" class="alignright size-medium wp-image-292" /></a></p>
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		<title>S-21</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 19:04:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fatima Curzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi e Reportage]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2661.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-271" src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2661-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2651.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-274" src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-2651-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3012.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-276" src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3012-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3112.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-277" src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-3112-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a><a href="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-310.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-278" src="http://www.fuoricentroscampia.it/world/wp-content/uploads/2011/07/Cambogia-2011-310-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Phnom Penh: S21, Tuol Sleng Museum of Genocidal Crimes.</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jul 2011 17:39:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fatima Curzio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Viaggi e Reportage]]></category>

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		<description><![CDATA[Il centro torture gestito da Duch si trova nella parte sud della capitale, noto anche come Santebal, era utilizzato come centro interrogatori dei Khmer rossi. Vi furono “interrogati”, cioè torturati, più di 14.000 sospetti di crimini controrivoluzionari. Durante il regime di Pol Pot (1975- 1979) era un luogo segreto, noto solo ai leader e … [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il centro torture gestito da Duch si trova nella parte sud della capitale, noto anche come Santebal, era utilizzato come centro interrogatori dei Khmer rossi. Vi furono “interrogati”, cioè torturati, più di 14.000 sospetti di crimini controrivoluzionari.</p>
<p>Durante il regime di Pol Pot (1975- 1979) era un luogo segreto, noto solo ai leader e … a coloro che vi furono detenuti. Dopo aver scritto una confessione che si confacesse completamente alle richieste dei carcerieri tutti (i sopravvissuti si contano sulle dita di una mano) venivano trasferiti al campo di sterminio fuori Phnom Penh ed eliminati.</p>
<p>Entrarvi fisicamente è un’esperienza difficile. Per quanto si sia preparati  all’orrore, per quanto si conoscano i dettagli più raccapriccianti riguardo ai fatti accaduti in quel luogo.</p>
<p>La vista delle fotografie (più di seicentomila) meticolosamente archiviate dai carnefici, quella terrificante dei cadaveri degli ultimi torturati che nella fuga precipitosa furono abbandonati sul “letto di tortura”, le aule di quella ex scuola superiore trasformate in un groviglio di cellette, tanto strette da doverci entrare mettendosi di fianco, provocano una sorta di afonia.</p>
<p>Semplicemente non ci sono parole nel vocabolario dell’umano per reagire allo sconforto, alla desolazione del luogo. Il contrasto con il giardino centrale, le panchine, la struttura scolastica nata per insegnare e finita per essere adibita alla dismissione di tutta la cultura e la civiltà umana, tacita.</p>
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